I mezzi di comunicazione
Fronte Democratico Popolare e Democrazia Cristiana polarizzano la campagna, grazie anche al ruolo dei mezzi di comunicazione. Il Corriere della Sera giustifica i blocchi in quanto necessari per semplificare l’ offerta politica ai non iniziati alle vicende politiche; altri giornali che in un primo momento hanno sostenuto l’ opzione di una terza via, si convertono alle proposte elettorali effettivamente in campo e supportano la democrazia cristiana quale partito di governo; ancora il Corriere vede non più una questione di partito “ma qualcosa di più alto e diverso, di più impegnativo: una vera e propria guerra di religione che vede di fronte due opposte concezioni della vita”.
La stampa è contraria alle sinistre, i principali quotidiani di informazione sono tutti favorevoli alla Democrazia Cristiana ed a De Gasperi. Lo sviluppo del sistema di informazione, cinema e radio, insieme ai manifesti prodotti dai partiti e distribuiti capillarmente dai militanti, rendono possibile una campagna elettorale a dimensione nazionale articolata sui discorsi dei leader, sulle decisioni del governo, sulle grandi manifestazioni. Tuttavia, militanti e simpatizzanti di una parte politica leggono ed ascoltano quasi solo informazione prodotta e diffusa da organi e strumenti controllati dalla medesima parte. La cultura socialcomunista e quella cattolica non hanno punti di scambio e di contatto.
fine del capitolo undici
🙄 Le elezioni del 1948
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152° Unità d’Italia, Modena 11 giugno 2012, Beretta Roberto
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