Riforma dei beni culturali
Pochi giorni fa il ministro Franceschini ha annunciato la riorganizzazione del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo. Si tratta di un tentativo di rendere più efficiente e meno costosa l’amministrazione dei beni culturali, liberandola dai lacci della burocrazia e della cattiva politica, al fine di rilanciare ed investire sul patrimonio artistico, attraverso la sua valorizzazione e l’integrazione fra cultura e turismo. La riforma intende raggiungere gli obbiettivi con queste mosse. 1) Ampliamento dell’accesso al patrimonio artistico da parte dei cittadini attraverso un’azione educativa e di alfabetizzazione; 2) Abolizione delle direzioni regionali, contaminate da affarismo e politica; 3) Fusione delle soprintendenze che si occupano dei beni artistici con quelle che si occupano dell’architettura e del paesaggio, al fine di favorire e velocizzare l’iter decisionale, circoscritto d’ora in poi allo stesso ufficio; 😛 4) Valorizzazione dei musei: venti grandi musei (per esempio Brera, gli Uffizi a Firenze, o la Reggia di Caserta) saranno resi autonomi e guidati da direttori che potranno essere scelti con concorso anche fuori dal “pubblico” (leggi: “dalla cerchia dei politici”) e cioè per esempio fra direttori di musei stranieri o insigni storici dell’arte o archeologi. Tali musei potranno diventare centri di ricerca attraverso la produzione e distribuzione di contenuti specifici ed originali, effettuare campagne di promozione, i soprintendenti potranno occuparsi a tempo pieno dello sterminato patrimonio artistico diffuso sul territorio; 5) Coordinamento regionale di tutti gli altri musei sotto una direzione centrale dedicata con tecnici del ministero; 6) sgravi fiscali sulle donazione dei privati.
La riforma sarà a costo zero, e questo suscita qualche perplessità e preoccupazione (non si fanno le nozze con i fichi secchi), ed anzi sarà accompagnata da tagli di spesa e posizioni dirigenziali. I primi ostacoli non si sono fatti attendere, se è vero, come si legge, che il decreto si è già fermato sulla soglia del Consiglio dei Ministri. (r.b.)
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154° Unità d’Italia
30 luglio 2014, Beretta Roberto Claudio
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