Ho sceso, dandoti il braccio
(Montale, “Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale”, Satura, 1971)
C’è una persona al nostro fianco che ci accompagna a braccetto nel lungo ma breve viaggio della vita e ne condivide ogni attimo. Quando non c’è, sentiamo il vuoto attorno e siamo smarriti, indifferenti alle quotidiane fatiche, alle consuetudini, agli inganni, alle illusioni. Solo attraverso la sua presenza, pur essa fragile per l’umana natura, si può vedere il significato della vita. (r.b.)
HO SCESO, DANDOTI IL BRACCIO, ALMENO UN MILIONE DI SCALE
Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale
e ora che non ci sei è il vuoto ad ogni gradino.
Anche così è stato breve il nostro lungo viaggio.
Il mio dura tuttora, né più mi occorrono
le coincidenze, le prenotazioni,
le trappole, gli scorni di chi crede
che la realtà sia quella che si vede.
Ho sceso milioni di scale dandoti il braccio
non già perché con quattr’occhi forse si vede di più.
Con te le ho scese perché sapevo che di noi due
le sole vere pupille, sebbene tanto offuscate,
erano le tue.
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Eugenio Montale
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Modena, 4 dicembre 2011
Roberto Beretta
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