Il fiore del partigiano
Amantea, Piazza della Resistenza, 25 aprile, mattino. Splende il bel sole del sud. Sindaco, presidenti e attivisti dell’ANPI provinciale e locale, rappresentanti della società civile e dei sindacati. Foulard rossoverdi. Stiamo su panchine di cemento a semicerchio attorno agli oratori. Altri in piedi nel piccolo spazio della piazza. Rari nantes. Clima disteso, accogliente. Interventi apprezzabili, ben argomentati, condivisibili. Testimonianze ed esempi di amore per la costituzione. C’è spazio anche per una brutta pagina di piazza negata ad un’associazione di Paola nel ricordo della Liberazione. Emozione, sorpresa, stupore, paura.
Anticamente celebrazioni obbligate, anonime, rituali, noiose, estranee. Quindi la percezione di un vento freddo nell’aria, l’urgenza di essere presenti, consapevoli e preoccupati, per testimoniare e ricordare. Il presente è Resistenza. Democrazia e Repubblica in pericolo. Indifferenza, ignoranza, sete di potere e di vendetta, oblio e distorsione dei fatti storici, nostalgia di un passato tragico. Neofascisti nell’animo.
Un anziano volontario dell’ANPI distribuisce rose alle signore sulle note di Bella Ciao. Ce n’è una anche per lei. Questo è il fiore del partigiano. Foto di gruppo.
164° Unità d’Italia, 25 Aprile 2024, Beretta Roberto Claudio
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