Letteratura e poesia

Il cane

di Roberto Claudio Beretta1 minuto di lettura

Noi mentre il mondo va per la sua strada,

noi ci rodiamo, e in cuor doppio è l’affanno,

e perchè vada, e perchè lento vada.

Tal, quando passa il grave carro avanti

del casolare, che il rozzon normanno

stampa il suolo con zoccoli sonanti,

sbuca il can dalla fratta, come il vento;

lo precorre, rincorre; uggiola, abbaia.

Il carro è dilungato lento lento.

Il cane torna sternutando all’aia.

________________________

Giovanni Pascoli, Myricae, 1891

________________________

🙄 poesie

Il pesante carro tratto dal cavallo da tiro che stampa ritmicamente sul terreno i suoi zoccoli è metafora del fluire lento e fatale del tempo e della vita universale, che scorrono ineluttabilmente per ignoti e misteriosi sentieri, indifferenti al frenetico e vacuo affacendarsi dell’uomo, qui simboleggiato dal cane, che invano cerca di mettersi in relazione con il cosmo per catturarne l’attenzione, per uscire dalla disperata e solitaria emarginazione, per essere infine riconosciuto come entità partecipe di quella vita universale, in cui solo può trovarsi il senso della sua esistenza. (r.b.)

Condividi questo articolo

Commenti (0)

Non ci sono ancora commenti. Inizia tu la discussione.

Lascia un commento

Nome e commento saranno pubblicati dopo la moderazione. L'email non viene mai mostrata ed è usata solo secondo la nostra informativa sulla privacy.