Dio è morto ma forse risorge
Ritrovarsi con una crisi di governo nel corso di un’emergenza pandemica appare surreale e inopportuno ai più, e certamente lo è. Ma non ci si può meravigliare. E’ il frutto inevitabile dell’individualismo, della perdita di una visione comune, del senso di un bene collettivo. E’ diventato possibile per il prevalere di interessi particolari, per le divisioni politiche, per la rincorsa alle autonomie, per la pratica dell’insulto, per il qualunquismo, l’indifferenza, per il menefreghismo. Da decenni la democrazia perde vitalità perché il bene pubblico è stato accantonato e sostituito dall’interesse personale. Il patrimonio identitario e valoriale culminato nella Costituzione si è quasi completamente disperso. Minacciato, sopraffatto, soffocato da schiere di detrattori tanto numerosi quanto fatui.
Ma credo e vedo che nella nostra società vi sono ancora tantissimi cittadini che testimoniano nella quotidianità le infinite risorse del nostro paese. Tante energie positive, qualificate, competenti, creative, che non si stancano di agire nel silenzio per il bene, e pur tuttavia sono isolate, distanziate, inconsapevoli di marciare in file parallele nella stessa direzione. Energie che ancora non trovano incroci o punti di coalescenza, nè guide illuminate, a rincuorare ed indicare la strada.
160° Unità d’Italia, 14 gennaio 2021, Beretta Roberto Claudio
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